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Polizza sanitaria a scuola: la grande illusione del Governo tra tagli e promesse mancate

“Vi abbiamo dato la copertura sanitaria integrativa”. Se ci si ferma ai titoli di coda dei comunicati stampa governativi, l’introduzione di una polizza sanitaria per il personale scolastico sembra un traguardo epocale. Una conquista di civiltà, un riconoscimento per chi ogni giorno tiene in piedi il sistema educativo del Paese.

Eppure, basta grattare la superficie di questa narrazione per scoprire che la realtà è ben diversa. Più che un benefit, la polizza integrativa si sta rivelando una gigantesca cortina fumogena: un espediente mediatico perfetto per distogliere l’attenzione da una manovra che, nei fatti, sottrae risorse vitali alla scuola pubblica e ai suoi lavoratori. È il classico gioco delle tre carte, dove la mano che sembra regalare qualcosa serve solo a distrarre da quella che sta svuotando le tasche.

Il definanziamento silenzioso: Funzionamento e FIS

Mentre si celebra la copertura sanitaria, i conti delle scuole piangono. Il Governo ha infatti operato tagli sistematici su due fronti cruciali per la sopravvivenza e la qualità dell’offerta formativa.

In primo luogo, sono stati ridotti i fondi per il funzionamento della scuola. Parliamo delle risorse basilari che permettono agli istituti di pagare le utenze, acquistare materiale didattico, garantire l’igiene, manutenere i laboratori e far fronte alla quotidianità. Si regala (forse) un’ecografia privata al docente, ma lo si costringe a lavorare in istituti che faticano a comprare la carta per le fotocopie.

In secondo luogo, la scure si è abbattuta sul FIS (Fondo per l’Istituzione Scolastica). Questo fondo è il vero motore contrattuale che riconosce l’impegno aggiuntivo dei docenti e del personale ATA: dai progetti pomeridiani, ai coordinamenti di classe, fino alle funzioni strumentali. Tagliare il FIS significa chiedere alla scuola di fare le stesse cose di prima, ma gratis. Significa svalutare professionalmente chi si fa carico dell’organizzazione reale degli istituti.

L’umiliazione della Maturità

L’emblema di questa presa in giro istituzionale è il trattamento riservato agli Esami di Stato. La Maturità è il momento più alto e delicato del percorso scolastico, un periodo che richiede ai docenti settimane di lavoro intenso, responsabilità legali e correzioni estenuanti in piena estate.

Eppure, i compensi per i commissari (interni ed esterni) e per i presidenti di commissione sono fermi da decenni a cifre ridicole, del tutto sproporzionate rispetto all’impegno richiesto. Il Governo non ha stanziato un singolo euro per adeguare queste retribuzioni. Si preferisce sbandierare una polizza assicurativa futura e incerta, negando però il pagamento dignitoso per il lavoro reale e gravoso che viene preteso qui e ora.

Una copertura che non copre la realtà

La polizza sanitaria integrativa, presentata così, non è una tutela: è un alibi. È la scusa perfetta per poter dire “abbiamo investito sul personale”, mentre nei fatti si opera una spending review sulla pelle degli studenti e dei lavoratori della conoscenza.

La vera dignità professionale non passa per benefit di facciata usati come merce di scambio per giustificare tagli strutturali. Passa per stipendi adeguati alla media europea, per scuole sicure e finanziate, per il pagamento giusto del lavoro extra e per il riconoscimento economico delle responsabilità, a partire dagli Esami di Stato. Fino a quando non si interverrà su questi pilastri, ogni polizza sanitaria resterà solo l’ennesima, amara presa in giro.