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Home»Invalsi»Gaffe Invalsi: “Antonio e Cleopatra sconfitti ad Anzio”
Invalsi

Gaffe Invalsi: “Antonio e Cleopatra sconfitti ad Anzio”

adminINSBy adminINSMaggio 16, 2018Nessun commento3 Minuti di Lettura
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Una lettera dell’alfabeto può cambiare il corso della storia? Per i test Invalsi sì e così, in un test proposto in quinta elementare, la celebre battaglia di Azio del 31 a.C. – che vide la vittoria di Ottaviano su Marco Antonio in un conflitto che segnò le sorti della guerra civile romana – è diventato “di Anzio”, ridente località del litorale laziale.

Il mare, in effetti, c’è in entrambi i siti. Peccato che Azio si trovi dall’altra parte del Mediterraneo, in Grecia. Ovviamente, verrebbe da dire, per chi vanta una conoscenza base della storia romana. E se redigi un test per valutare i livelli di apprendimento degli studenti di scuola elementare forse forse la differenza tra Azio e Anzio dovrebbe essere chiara. Ammesso che si sia trattato di un refuso, resta il grande imbarazzo per una gaffe firmata – ancora – dal Ministero dell’Istruzione.

Primo giudice impietoso dello scivolone è il web, che, puntuale, non ha risparmiato il Miur, tra sdegno e ironia.

Mi segnalano prove invalsi delle elementari secondo cui Antonio e Cleopatra avrebbero combattuto ad ANZIO. Stavano in vacanza a Zoomarine e non ce l’hanno detto.

— La gattara (@OfficialGattara) 12 maggio 2018

INVALSI…e così Antonio e Cleopatra stavano al mare ad Anzio quando arrivò Ottaviano… pic.twitter.com/0eTOMH2kxi

— liarispoli (@1956lia) 14 maggio 2018

Sostiene #INVALSI: Antonio e Cleopatra sconfitti ad #Anzio #ChiudeteleAgenzieInutili https://t.co/yEW3uUGSTE pic.twitter.com/OLcRjyPQgS

— ROARS (@Redazione_ROARS) 15 maggio 2018

Prima ancora della gaffe storica, la polemica sui test Invalsi si era polarizzata attorno al curioso questionario sottoposto ai bambini di quinta elementare su futuro e soldi. A quasi 600mila studenti di appena dieci anni, lo scorso nove maggio, veniva chiesto: “Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?”. Cinque le risposte a cui i bambini hanno dovuto assegnare un livello di gradimento: A. Raggiungerò il titolo di studio che voglio; B. Avrò sempre abbastanza soldi per vivere; C. Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero; D. Riuscirò a comprare le cose che voglio; E. Troverò un buon lavoro. La domanda non è piaciuta affatto a tanti genitori e insegnanti, che, anzi, hanno diffuso online la fotografia dell’insolita domanda scatenando la polemica.

Il questionario #Invalsi che fa misurare a un bambino di 11 anni le prospettive del proprio futuro (prestabilite, of course ) in un confine compreso in quattro avverbi tra “per niente” e “totalmente” è LAMORTE del pensiero.

L’imbecillità creata in provetta.

— Chiara Degli Esposti (@chiadegli) 11 maggio 2018

Sotto attacco, secondo alcuni utenti, la vera missione della scuola, quella di formare e non di plasmare “piccoli imprenditori”.

Invalsi, le deprimenti domande che non ti fanno sognare in grande.

Un mio commento su @LaStampa di oggi. https://t.co/0qOOQyeKxK pic.twitter.com/RbPcYpRfGL

— Federico Taddia (@FedericoTaddia) 11 maggio 2018

#INVALSI e i Balilla del mercato ovvero mettere la crocetta su “riuscirò a comprare le cose che voglio” https://t.co/8DnEkzn3Cd pic.twitter.com/6d2PbIrIVW

— ROARS (@Redazione_ROARS) 12 maggio 2018


La Scuola come istituzione perde la sua funzione di educatrice e i bambini di oggi (che sono gli uomini di domani) crescono nel segno e nel sogno del dio denaro. E a perderci, allora, siamo tutti.

Fonte: Huffpost

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