
Dal primo settembre del 2018 non si potranno più vendere alcuni tipi di lampadine alogene perché entra in vigore la Direttiva ERP (CE) 244/2009. I negozianti potranno ancora vendere solo gli eventuali avanzi di magazzino – e quindi tra pochi mesi questo tipo di illuminazione sparirà dal mercato.
La messa al bando della lampadine alogene doveva scattare già due anni fa, ma poi gli Stati membri dell’Unione Europea hanno deciso di posticipare l’entrata in vigore della messa al bando – meglio attendere il pieno sviluppo della tecnologia legata alle lampadine a LED.
Secondo l’Enea, il passaggio a lampadine a basso consumo energetico dovrebbe portare un risparmio energetico -che dovrebbe essere equivalente al consumo annuo di elettricità di un paese come il Portogallo – e quindi dovrebbe consentire di ridurre le emissioni di 15,2 milioni di tonnellate di CO2 entro il 2025. I vantaggi non dovrebbero riguardare solo l’ambiente: chi sostituisce una lampada alogena a media potenza con una a led dovrebbe risparmiare oltre 100 euro di corrente elettrica – si valuta un ciclo di vita della lampada a basso consumo energetico di circa 20 anni.
A partire da settembre non verranno vietate tutte le lampadine alogene, ma solo quelle con attacco a vite E14 ed E27, e quelle con attacco G4 e GY6.35. Si tratta di lampadine non unidirezionali (che non concentrano la luce, come un faretto) e con classe energetica inferiore alla B. La messa al bando non varrà per le lampade alogene direzionali, e per quelle utilizzate per le lampade da tavolo e i proiettori.