
Facciamo due conti. Senza contare la pensione di cittadinanza – costo stimato 6 miliardi di euro -, la manovra finanziaria vale più o meno una quarantina di miliardi. Un calcolo che viene dalla somma dei 12,5 miliardi per evitare l’aumento dell’Iva, 10 miliardi per il reddito di cittadinanza, 7 per fissare le pensioni a quota 100, 1,5 miliardi per i risparmiatori “truffati” dalle banche, 1,5 miliardi per la flat tax sugli autonomi, 1 per l’Ires, 3,6 per le spese indifferibili e 3-4 per i probabili maggiori interessi da pagare sul debito.
Lo sforamento previsto nel Def garantisce 27 miliardi. Bisogna trovarne altri 13 – che potrebbero avvicinarsi a venti. Il team mani di forbice di cui ha parlato il vicepremier Luigi Di Maio avrebbe già avviato un lavoro per il contenimento della spesa dei ministeri e di riduzione degli acquisti da parte della Pubblica amministrazione. I risparmi attesi sarebbero pari a circa tre miliardi di euro. Altri soldi potrebbero arrivare dal concordato con adesione e dai proventi della gara in corso sulla telefonia 5G, perché gli incassi sono ripartiti in più anni.
Bisogna comunque trovare diversi miliardi di euro. Difficile a questo punto non pensare che il governo Conte per finanziare le misure previste eserciti tagli alle cosidette “tax expenditure”, ovvero alle 466 detrazioni detrazioni fiscali che complessivamente valgono 54 miliardi di euro l’anno. Sono tra i rami da tagliare i bonus fiscali per le fonti energetiche fossili per agricoltori e trasportatori, oltre alle detrazioni per le spese veterinarie, le spese funerarie, le assicurazioni e le cooperative. Potrebbe saltare anche l’Ace, un incentivo alla capitalizzazione delle imprese.
Per raggiungere cifre significative però si devono toccare temi sensibili a tanti elettori, per cui è ragionevole aspettarsi una riduzione dal 19 al 17% dell’aliquota che si può detrarre dall’Irpef per alcuni oneri – e contemporaneamente prevedere un tetto massimo per le detrazioni. E questa sforbiciata potrebbe riguardare le spese mediche e per assistenza, gli interessi passivi sui mutui, le spese universitarie…