Sciopero Scuola del 30 maggio: un articolo che fa chiarezza

Riforma del reclutamento docenti 2022:
troppi tagli,
pochi aumenti di stipendio,
percorso a ostacoli per il posto a cattedra:
ecco i perchè dello sciopero Scuola del 30 maggio.

La riforma del reclutamento docenti comincia col piede sbagliato: l’elenco stilato dai sindacati sulle criticità ritenute insormontabili tocca 21 punti, che bruciano un po’ tutti, dal percorso sempre più a ostacoli per ottenere l’agognata cattedra ai drammatici tagli previsti per finanziare un sistema di formazione extra che già sulla carta è limitata ad una quota esigua di docenti.

Stipendio extra per pochi

Questo primo punto, ossia l’elemento retributivo una tantum, accessorio e agganciato ad uno stringente percorso formativo con tanto di doppia valutazione, prevede l’avvio di un sistema di premialità basato sul superamento di corsi di formazione certificati, tuttavia a percepire questa aumento di stipendio extra stipendio non sarà probabilmente neanche la metà degli insegnanti. La Relazione tecnica di accompagnamento al Decreto n.46 pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 30 aprile, fa luce sul numero dei docenti coinvolti e sugli importi messi a disposizione: gli incentivi sullo stipendio – nella misura stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale – potranno essere ottenuti solo dagli insegnanti che volontariamente (in orario extra lavorativo) frequenteranno percorsi formativi a partire dall’anno scolastico 2023/2024, con tanto di valutazione sia intermedia sia finale, finalizzata a verificare il raggiungimento di un adeguato livello di formazione rispetto agli obiettivi.

Come specifica la relazione tecnica di accompagnamento alla riforma del reclutamento, è possibile stimare il numero dei docenti beneficiari degli incentivi tenendo conto di alcuni fattori: il numero partecipanti annualmente alle attività formative organizzate dalle istituzioni scolastiche, pari a circa il 30% dei docenti di ruolo; le conseguenze della nuova normativa basata sulla premialità:

Reclutamento insegnanti: cosa cambia

Il testo della riforma prevede un modello integrato di formazione e di abilitazione dei docenti, con formazione iniziale di abilitazione, concorso ordinario Scuola e poi formazione continua (in tutto sono previsti fino a 5 esami). Praticamente vi sarebbero:

  • un percorso universitario abilitante con prova finale corrispondente (60 crediti formativi universitari o accademici);
  • un concorso pubblico nazionale, indetto su base regionale o interregionale;
  • un periodo di prova in servizio di durata annuale con test finale e valutazione conclusiva.
Fase transitoria 2022-2024
  • i precari con tre anni di servizio vincitori di concorso saranno messi sotto contratto part-time e nel frattempo svolgeranno un periodo di formazione per acquisire i 30 CFU mancanti (una parte tramite tirocinio), con esame finale ottenere il titolo abilitativo.
  • laureati e precari senza tre anni di servizio potranno conseguire i primi 30 CFU e poi accedere al concorso pubblico, proseguendo con il percorso indicato.
Stipendi Scuola: i nuovi scatti

Oltre alla possibilità di accedere all’incentivo salariale legato alla formazione, è prevista una progressione salariale di anzianità in cinque scatti: il primo dopo quattro anni e i successivi ogni cinque anni. Al termine di ogni livello raggiunto è necessaria una verifica collegata al profitto scolastico degli alunni. La progressione salariale sarà stabilita dalla contrattazione nazionale (CCNL Scuola).

 

FONTE: “PMI.it”

10/5/2022