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Attenzione: senza lotta i docenti e gli ATA sono destinati a perdere sempre

Condividiamo un articolo su cui riflettere per il futuro,

consapevoli che le “conquiste” attuali non migliorano più di tanto

la situazione economica del personale della scuola e non ne risolvono i problemi,

anche se consentiranno un  momentaneo respiro di sollievo.

 

“Quante volte nelle quattro settimane precedenti lo sciopero di venerdì 30 maggio, dopo un ragionamento sull’opportunità o meno di fare lo sciopero indetto unitariamente dai Sindacati di categoria, avete sentito la frase non posso permettermi di regalare allo Stato 60, 70, 80 euro?

Questa è la “ragione–scusa” forse più frequente utilizzata dai refrattari agli scioperi nella scuola, Docenti o Ata che siano.

Si sono poi notate in luglio e in agosto le foto delle vacanze di questa stessa gente (potere di Facebook e dell’esibizionismo!) che, a dire il vero non sembrava affatto indigente a tal punto da non potersi permettere la trattenuta per lo sciopero di maggio, per cui questo del costo dello sciopero in realtà è solo e soltanto una patetica scusa ripetuta ad ogni mobilitazione per giustificare il proprio disimpegno… tanto quel giorno gli alunni non entrano per l’avviso del DS e grazie a quei pochi fessi che credono e fanno ancora sciopero, poveri illusi, quelli che non hanno ancora capito che scioperare non serve a nulla.

Per questa gente che non lotta mai, che non protesta mai se non sui social, che si dice sempre stanca e delusa da tutto e da tutti (in primis dai Sindacati!) credo che gli arretrati e gli aumenti siano tutto grasso che coli.

A causa della passività di questi colleghi, purtroppo, la categoria sta perdendo diritti acquisiti con la lotta che negli anni scorsi in tanti abbiamo pagato con scioperi e manifestazioni …e molti di noi fin dagli anni Ottanta.

E oggi si va verso una gestione autoritaria e sottopagata del docente… per non parlare poi del personale ATA: sullo sfondo del panorama odierno c’è l’autonomia differenziata che vuole la Lega di Calderoli e in prospettiva più ravvicinata si intravedono la gerarchizzazione degli insegnanti, la differenziazione stipendiale tra docenti a sfavore di chi pensa solo ad insegnare al meglio e un aumento dei poteri dei dirigenti scolastici oltre all’attuazione del middle management (che è un obiettivo delle associazioni dei Dirigenti Scolastici e di quelle dei collaboratori dei DS di avere un riconoscimento contrattuale e fondi a disposizione dal contratto degli insegnanti per funzioni delegate e attribuite da parte dei DS, cioè una carriera per gente scelta dal DS e che lavora per il DS, pagata però con soldi del contratto di tutti gli insegnanti).

Se la categoria non prenderà consapevolezza in tempi brevi della necessità della lotta e dismetterà una buona volta i panni del vittimismo, del qualunquismo e l’atteggiamento pilatesco, dando la colpa di tutto ai Sindacati con atteggiamenti acritici (della serie: “Piove, governo ladro!”), sarà sempre peggio e non solo sul piano retributivo, ma su quello professionale, di vivibilità nelle scuole, di conflittualità permanente con emarginazione ed espulsione del docente o del personale ATA contrastivo.

Il 30 maggio, ad esempio,  molti docenti probabilmente non si sono accorti che si scioperava contro il DL 36, che prevede la formazione obbligatoria (che ora è tale solo se deliberata nel Collegio dei Docenti): questo sarà recepito nella parte normativa del CCNL nel 2023.

Ci saranno poi quindi lamenti proprio da chi diceva che il 30 maggio era inutile scioperare o non poteva permettersi di farlo per la trattenuta di 60/70/80 euro.
‘Mala tempora currunt’, ma il problema che i lavoratori e le lavoratrici della scuola non se ne rendono conto.
Attenzione: la temperatura dell’acqua sta aumentando, ma la rana è ancora viva…”

 

FONTE: “Informazionescuola.it”

ARTICOLO DI: Libero Tassella

14/11/2022