Mobilità scuola: c’è ancora stallo sui vincoli

Mobilità scuola: siamo giunti ormai oltre la prima metà del mese di gennaio e ancora non si ha nessuna notizia sul CCNI 2022/25 che disciplinerà i prossimi trasferimenti. In particolare, resta ancora aperta la questione dei vincoli triennali, che non permetterebbero a tantissimi docenti di poter produrre domanda di trasferimento per il prossimo anno scolastico 2023/24: il diritto al lavoro, per tanti, ancora una volta, non si armonizzerebbe con il diritto alla famiglia. Di seguito facciamo il sunto della questione.

 

Nodo ancora da sciogliere sui vincoli alla mobilità scuola

Nonostante i propositi esposti in più occasioni dal Ministro Valditara di anticipare alla fine di febbraio le operazioni in merito alla mobilità scuola 2023/24, ancora al 18 gennaio nulla si è avviato: come sappiamo, il tribunale di Roma ha annullato il contratto sulla mobilità 2022/25 che, pertanto, deve essere, per forza di cose, riscritto.

Dovrebbe essere, tale contratto, a disciplinare i movimenti per il prossimo anno scolastico, stabilendo le procedure e definendo la questione dei vincoli che ancora ad oggi è rimasta in sospeso: al momento, infatti, i docenti neoassunti a settembre 2022 dovrebbero permanere per tre anni nella scuola di titolarità. Allo stesso modo, chi ottiene trasferimento/passaggio di ruolo/mobilità interprovinciale resta legato alla preferenza in cui è stato soddisfatto per un intero triennio.

 

Occorre coniugare il diritto al lavoro con il diritto alla famiglia

In attesa di conoscere le disposizioni contenute nel nuovo CCNI, occorrerebbe che il Senato dimostrasse un atto di coerenza, confermando per il prossimo anno scolastico i termini per la mobilità straordinaria su tutti i posti vacanti e disponibili di cui all’articolo 1, comma 108, della legge 13 luglio 2015, n. 107, in deroga ai vincoli di permanenza di servizio effettivamente svolto, facendo partecipare ai trasferimenti, passaggi di ruolo, utilizzazioni e assegnazioni provvisorie tutto il personale che è in servizio a tempo indeterminato assunto al 31 dicembre 2022.

Basterebbe un’aggiunta all’articolo 5 del decreto legge n.198, il cosiddetto Milleproroghe, pubblicato in GU lo scorso 29 dicembre e tutto ciò consentirebbe di tutelare il diritto alla famiglia.

Ma per farlo occorre legiferare, dunque Ministro e politici dovranno rendersi conto che la cancellazione dei vincoli senza senso è importante per la scuola e per chi vi lavora.

 

FONTE: “Scuolainforma”

ARTICOLO DI: Lara Sardi

18/1/2023