Privacy a scuola, la violazione è un reato che comporta pene pesanti

Negli ultimi giorni ci sono arrivate alcune segnalazioni di referenti di plesso che hanno scritto su liste Whatsapp dati relativi alle condizioni di salute di docenti. In questo post ricordiamo alcune cose che molti fanno finta di non conoscere.

 

Il diritto alla privacy

Come scrive un sito di consulenza legale “Quando si parla di diritto alla privacy, ci si riferisce al diritto alla riservatezza delle informazioni personali e delle vita privata di qualsiasi individuo. Nel momento in cui questi dati vengono divulgati senza il consenso del diretto interessato da soggetti terzi, si verifica quella che prende il nome di violazione della privacy”.

 

Cosa può essere considerato informazione personale?

Ci viene in aiuto il post che abbiamo citato poche righe sopra: “Ai sensi dell’articolo 167 del Codice della Privacy, le informazioni personali sono ‘qualunque informazione relativa ad una persona fisica, identificata o identificabile, anche indirettamente, mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, compreso un numero di identificazione personale’”.

 

Cosa rischia chi viola la privacy?

La materia è complessa, ma si può tranquillamente prevedere che la diffusione di dati personali, come il fatto che il docente disponga di una 104 per sé o un familiare, possa provocare almeno delle sanzioni amministrative minime di qualche centinaio di euro – ma se le violazioni diventano sistematiche si può finire nel penale.

Basta presentare un reclamo al garante della privacy – le informazioni si trovano a questo link.