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Segnalibri contro la violenza psicologica settaria

 

“Non volevo che mia sorella venisse ricordata solamente per l’episodio di cronaca nera, ma soprattutto per tutte le cose belle che ha creato nella sua vita”.

Rita Repetto, sorella di Roberta, riassume così l’impegno portato avanti negli ultimi due anni tra battaglia per avere giustizia e progetti per sensibilizzare l’opinione pubblica e le persone sui rischi della violenza psicologica di tipo settario.

La vicenda, nota, è quella della 40enne uccisa dalle metastasi di un tumore dopo l’asportazione di un neo sul tavolo della cucina del centro Anidra di Borzonasca, curata per due anni con tisane zuccherate e meditazione. Paolo Bendinelli, ‘santone’ del centro olistico, e il medico bresciano Paolo Oneda sono stati condannati a tre anni e quattro mesi ciascuno per omicidio colposo mentre la psicologa Paola Dora è stata assolta. Recentemente sono state depositate le motivazioni della sentenza di primo grado, ma la vicenda processuale andrà avanti.

 

Segnalibri agli studenti per riconoscere i segnali delle vittime di violenza psicologica

Lo scorso 22 febbraio è nata ufficialmente l’associazione ‘La pulce nell’orecchio’ in memoria di Roberta Repetto, che formalizza l’attività iniziata da Rita attraverso una pagina Instagram.

Ha tra i suoi obiettivi la prevenzione e il contrasto della violenza di genere di ogni forma e tipo, tenendo in particolare riguardo il fenomeno della  violenza psicologica: mettere in guardia le persone, a partire da quelle più giovani, è una delle missioni principali e proprio in questo senso è iniziato il progetto ‘La pulce nelle scuole’.

“In qualità di presidente dell’associazione – spiega Rita Repetto – ho donato stamattina al liceo ‘Marconi Delpino’ di Chiavari 720 segnalibri che verranno consegnati ad altrettanti alunni del triennio dell’ intero plesso. Ringrazio di cuore la preside, dottoressa Paola Salmoiraghi, per aver aderito al mio progetto: ritengo sia di fondamentale importanza sensibilizzare i ragazzi di oggi, gli adulti di domani, nella prevenzione del fenomeno settario.

Il segnalibro che gli alunni ricevono riporta in fronte una illustrazione ad acquerello realizzata da Roberta e sul retro un elenco dei segnali comportamentali che devono far suonare un campanello d’allarme.  Ha il vantaggio di essere facilmente consultabile per le sue ridotte dimensioni e non solo vuole  sensibilizzare sulla realtà settaria ma anche  veicolare un messaggio di speranza e bellezza, grazie all’acquerello realizzato da mia sorella, cosi colorato e vivace”.

 

I campanelli di allarme

I campanelli di allarme sono molteplici, dall’allontanamento dalla propria famiglia alla venerazione di una persona in particolare, e poi l’incapacità di prendere decisioni autonome, la perdita di pensiero critico, la modifica dei comportamenti alimentari e l’improvvisa sospensione di trattamenti medici, se in atto. E ancora, risposte evasive su domande inerenti la nuova vita o cambiamenti drastici nel modo di vestire. Tutti comportamenti che non devono essere sottovalutati e devono spingere ad agire nel più breve tempo possibile, per il bene della persona che si ritiene possa essere entrata in contatto con un culto distruttivo.

L’obiettivo del progetto è quello di coinvolgere il maggior numero di scuole, non solo in Liguria. La donazione dei segnalibri è accompagnata da un video di 17 minuti nel quale viene ripercorsa tutta la drammatica vicenda che ha portato alla morte di Roberta Repetto: “Questo è il modo più rapido per coinvolgere gli istituti – spiega Rita – anche se io sono disponibile per incontrare i ragazzi, come è successo qualche giorno fa in una scuola di Bologna durante un’assemblea autogestita. La procedura è però leggermente più lunga e complessa perciò abbiamo trovato questa soluzione per cercare di coinvolgere più scuole possibili in breve tempo. Chiunque volesse aderire può contattarmi su Facebook o Instagram (@la_pulcenellorecchio)”.

 

Gli acquarelli di Roberta diventano copertine di libri

Un’altra iniziativa portata avanti da Rita è il progetto artistico ‘Una pulce nel disegno’, in questo caso i meravigliosi acquarelli di Roberta diventano la copertina di libri: “Volevo condividere la ricchezza dei disegni di mia sorella con il mondo, perché venisse ricordata per tutte le cose stupende che è riuscita a creare negli anni. Mi sono così rivolta a diverse case editrici – racconta ancora Rita – proponendo la donazione di immagini ad alta risoluzione per rispondere con la bellezza alla bruttura degli orchi che uccidono le donne e sono ancora in libertà. Un’iniziativa nata subito dopo la sentenza di condanna per omicidio colposo. Non potevo e non volevo aspettare le motivazioni o l’appello senza fare nulla. In poco tempo abbiamo già raccolto una ventina di adesioni”.

All’interno dei volumi viene stampata anche una frase: ‘In ricordo di Roberta Repetto e di tutte le donne vittime di omicidio’.  Perché non succeda mai più, aggiungiamo noi.

FONTE: “Genova Today”

ARTICOLO DI: Luca Pastorino

27/2/2023