La Gilda degli Insegnanti non parteciperà allo sciopero previsto per il prossimo 7 maggio in coerenza con il percorso fatto nei mesi precedenti.
L’assemblea del 31 marzo 2026
La Gilda è stato il primo sindacato rappresentativo a denunciare le storture della riforma degli istituti tecnici, e si è mossa con celerità indicendo un’assemblea nazionale online per il 31 marzo per far conoscere a tutti i docenti la situazione.
Lo stato di agitazione
Visto che nel passato i sindacati sono riusciti ad ottenere risultati significativi solo quando si sono mossi insieme, la Gilda si è spesa per arrivare ad un’azione unitaria con gli altri sindacati rappresentativi. Risultato in gran parte riuscito, visto che la Gilda insieme a Cisl, Uil, Snals e Anief ha proclamato lo stato di agitazione.
Le principali richieste riguardavano:
- la salvaguardia delle attuali titolarità dei docenti coinvolti nell’avvio dei nuovi percorsi per le classi prime dell’a.s. 2026/27;
- interventi di modifica al DL 144/2022 (art. 26 bis, comma 1, la legge che introduceva la riforma degli istituti tecnici);
- la revisione del DM 29/2026 relativo ai quadri orari degli istituti tecnici.
L’incontro di conciliazione
In data 8 aprile si è svolto l’incontro per il tentativo di conciliazione, in cui erano presenti i sindacati che hanno proclamato lo stato di agitazione e il MIM. In quell’occasione l’Amministrazione ha manifestato la disponibilità a consentire la formazione di cattedre interne anche con orario inferiore alle 18 ore, impegnandosi a includere tale possibilità nelle indicazioni agli Uffici Scolastici Regionali per la definizione degli organici 2026/27 (si tratta di una misura significativa per la tutela delle titolarità dei docenti e per la continuità didattica degli studenti).
È stata inoltre condivisa la necessità, nel rispetto degli impegni connessi al PNRR e ferme restando le interlocuzioni con la Commissione europea, di avviare una revisione del DM 29/2026, applicativo del DL 144/2022, al fine di superare le criticità emerse nella prima fase di attuazione della riforma e introdurre modifiche ai quadri orari anche per gli anni successivi.
A tal fine, l’Amministrazione si è impegnata a convocare in tempi rapidi un tavolo di approfondimento, dal quale potranno scaturire anche proposte di modifica al DL 144/2022.
Alla luce degli impegni assunti, che rispondono sia nell’immediato sia in prospettiva alle richieste avanzate, le organizzazioni sindacali hanno deciso di sospendere lo stato di agitazione precedentemente proclamato.
E quindi…
Visto il percorso compiuto finora, aderire allo sciopero del 7 maggio sarebbe come contraddire quanto fatto finora. La sospensione dello stato di agitazione comunque non significa che non manterremo alta l’attenzione su questo tema.
Fonte: Roberto Bosio
