
A rielaborare i dati è stata la Uil – mentre i dati di partenza vengono da Regards sur l’éducation 2017 dell’OCSE, una delle pubblicazioni di riferimento sullo stato dell’educazione nel mondo. Grazie a questa organizzazione internazionale è stata fatta una fotografia aggiornata sullo retribuzioni del personale scolastico europeo. Come purtroppo sappiamo noi italiani, lo stato di crisi economica che ha colpito l’Unione Europea a partire dal 2010 e che ha visto i vari governi reagire in modo diverso.
Svezia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Austria, Romania, Lussemburgo non sono intervenuti sulle retribuzioni del personale. In altri paesi c’è stato un anno di blocco – Estonia, Lettonia, Bulgaria, Slovacchia, Olanda – ed in altri il congelamento è durato tre anni – Portogallo, Irlanda, Lituania, Grecia. L’Italia resta l’unico paese europeo con gli stipendi bloccati. Il confronto della tabella che trovate in fondo a questo post è desolante, l’Italia ha retribuzioni vicine a quelle della Francia, ma siamo pari alla metà di quelle dei professori tedeschi.
Da sfatare infine una fake news: una recente pubblicazione di Eurydice (TheTeaching Profession in Europe: Practices, Perceptions, and Policies, 2016) riporta i dati relativi all’orario settimanale di insegnamento nella scuola secondaria di primo grado. La media europea è di 19 ore a fronte delle nostre 18.
