Close Menu
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • DOVE SIAMO – sedi a Genova e provincia
  • DOVE SIAMO – altre sedi provinciali
  • CONVENZIONI
  • ISCRIZIONE DOCENTI
  • ISCRIZIONE ATA
  • CONTATTI
Facebook Instagram YouTube WhatsApp
Facebook Instagram YouTube WhatsApp
Newsletter
Gilda Liguria
ISCRIZIONE DOCENTI ISCRIZIONE ATA
  • Home
  • Chi Siamo
  • Dove siamo: sedi a Genova e provincia
  • Dove siamo: altre sedi provinciali
  • Convenzioni
  • Contatti
Gilda Liguria
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • Dove siamo: sedi a Genova e provincia
  • Dove siamo: altre sedi provinciali
  • Convenzioni
  • Privacy Policy
  • Informativa privacy iscritti Gilda
  • CONTATTI
Home»Stipendi scuola»Gli insegnanti fanno bene a protestare contro gli stipendi bassi
Stipendi scuola

Gli insegnanti fanno bene a protestare contro gli stipendi bassi

adminINSBy adminINSMaggio 13, 2018Nessun commento4 Minuti di Lettura
Facebook WhatsApp Telegram Twitter LinkedIn Email
CONDIVIDI
Facebook WhatsApp Telegram LinkedIn Email

di Christian Raimo

Il 30 giugno la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli ha dichiarato in televisione che un insegnante italiano dovrebbe essere pagato tremila euro al mese. Qualche giorno dopo, i risultati della ricerca “Education at glance” dell’Ocse, ripresi da vari giornali, mostrano che gli stipendi della scuola italiana sono non solo tra i più bassi d’Europa – 1.300 euro di media netti al mese appena assunti, 1.800 a fine carriera – ma anche quelli che hanno subìto la contrazione più forte negli ultimi anni, il 7 per cento circa.

Sono dati che, se scorporati, fanno ancora più impressione: a fine carriera, a fronte di una media salariale annua nei paesi Ocse di 44.407 euro lordi, e a una media europea di 44.204, l’Italia risponde con 35.951 euro, ed è seguita solo da Grecia, Polonia, Ungheria e Slovacchia. Lo stipendio di un docente italiano a inizio carriera è in media di 29.445 euro annui, sei anni fa era di 31.914 euro. Nel frattempo l’inflazione poco ma continua a salire: l’1,2 per cento rispetto al 2016.

Questi dati svelano la retorica dietro tutte le dichiarazioni dei governi che si sono succeduti negli ultimi anni. Da Berlusconi a Renzi, non c’è stato premier che non abbia detto di voler puntare sulla scuola: eppure oggi la spesa per l’istruzione in Italia è del 3,7 per cento contro una media europea del 4,8. Fanno anche piazza pulita del dibattito sulla valutazione degli insegnanti che ha accompagnato tutto il lungo percorso parlamentare della legge 107, ossia la Buona scuola.

Una legge che, partorendo l’obbrobrio del bonus per merito stabilito dai comitati di valutazione, ha mancato l’obiettivo fondamentale: investire sul serio sulla qualità dell’insegnamento.

Qualunque misura sarà inefficace se le politiche scolastiche non verranno completamente ripensate

Chi frequenta le aule scolastiche si rende conto di questo disastro anche senza leggere le cifre: molti docenti fanno fatica ad arrivare a fine mese, non riescono ad aggiornarsi e nella maggior parte dei casi cercano di garantirsi, in modo informale, un salario accessorio con le ripetizioni private.

Il rinnovo del contratto nazionale – bloccato da quasi dieci anni – dovrebbe arrivare nel 2018, e probabilmente prevederà un aumento medio di 85 euro mensili. Ma anche questa misura sarà inefficace se le politiche scolastiche non verranno completamente ripensate.

Nei fatti, l’autonomia scolastica ha significato dire “arrangiatevi” alle scuole. Il fondo d’istituto a disposizione di ciascun istituto pubblico è inferiore ai 30mila euro annui.

Le scuole che vivono in contesti economici più favorevoli provano a portare avanti progetti importanti grazie alla buona volontà degli insegnanti, quelli magari capaci di immaginare i progetti del cosiddetto Pon, il programma operativo nazionale; e dei genitori, che ci tengono a finanziare attività extracurriculari nella scuola dei propri figli. Nel resto dei casi non manca solo la carta igienica – come si dice ormai in modo quasi proverbiale – ma anche la funzione di emancipazione sociale che dovrebbe caratterizzare la scuola.

A guardarlo con occhi onesti, il tema del salario degli insegnanti non è quindi solo una rivendicazione sindacale, ma di democrazia. Avrebbe senso allora legare il nuovo contratto nazionale a un’offerta qualificata di formazione e di ricerca per i docenti; avrebbe senso progettare la scuola non del 2017-2018, ma del 2030 o del 2050, pensare quale sarà il suo ruolo tra dieci o trent’anni, e investire pensando a quel modello.

Per fortuna dopo le battaglie lunghe ma perse contro la Buona scuola, oggi pare risvegliarsi una nuova mobilitazione, che comprende anche i docenti universitari. Hanno deciso di protestare e di farlo in modo radicale – boicottando le sessioni di esame di settembre – per il blocco degli scatti salariali. La ministra Fedeli ha dichiarato qualche giorno fa che secondo lei lo sciopero della didattica universitaria è sbagliato.

Senza nulla togliere alle opinioni altalenanti della ministra Fedeli, la crisi della scuola non è più un tema da addetti ai lavori, ed è giusto scioperare e protestare. Ma se anche fosse sbagliato, è un buon esercizio di democrazia. Sbagliando s’impara.

Fonte: Internazionale

Share. Facebook Telegram WhatsApp Twitter LinkedIn Email
Articolo precedenteGraduatorie interne di istituto: come operano le precedenze per la disabilità personale. Chi deve essere escluso
Articolo successivo Assegnazioni provvisorie, ecco quante e quali preferenze si possono chiedere
adminINS

NEWS CORRELATE

Assemblea Nazionale Gilda: 1) la riforma degli Istituti Tecnici va fermata; 2) domani probabile rinnovo ccnl

Marzo 31, 2026

Rinnovo contratto scuola 25-27, sintesi degli incrementi e sondaggio tra gli iscritti

Marzo 25, 2026

Come leggere il cedolino? Ecco due guide della Gilda

Febbraio 11, 2026

Cedolino NoiPA di febbraio: arrivano i sei conguagli fiscali

Febbraio 9, 2026
Uffici Virtuali
interpelli
Ricorsi: la parola all'avvocato
Corsi
Naspi
Notizie in evidenza
__BROADCAST__

Polizza sanitaria, facciamo chiarezza

By robertobosioSettembre 14, 20260

Come immagino saprete, da ieri è possibile aderire al sistema di assicurazione sanitaria destinata al…

Primo giorno di scuola da insegnante, consigli

Settembre 12, 2026

Carta docente: la piattaforma riapre il giorno 15, superando i problemi tecnici del passato

Settembre 12, 2026

Secondo bollettino di nomine da GPS

Settembre 11, 2026
Iscriviti alla nostra Newsletter
Iscriviti alla nostra newsletter e unisciti agli altri 1.015 iscritti.

Controlla la tua casella di posta o la cartella spam per confermare la tua iscrizione

Link utili
Siti sindacali
  • Sito Gilda Nazionale
  • Professione Docente: la rivista della Gilda
  • Sito Gilda Genova fino ad agosto 2017

 

Siti istituzionali
  • MIM
  • USR Liguria
  • USP Genova
  • USP Imperia
  • USP Savona
  • USP La Spezia
  • Istanze on line
  • NoiPa
Chi Siamo
Chi Siamo

Siamo un’associazione libera di docenti che difende la specificità della professione insegnante, promuove la qualità dell’istruzione pubblica e tutela i diritti della categoria, unendo impegno sindacale e visione professionale.

Link Utili
  • HOME
  • CHI SIAMO
  • Dove siamo: sedi a Genova e provincia
  • Dove siamo: altre sedi provinciali
  • Convenzioni
  • Privacy Policy
  • Informativa privacy iscritti Gilda
  • CONTATTI
Scopri di più
  • Home
  • Chi Siamo
  • Dove siamo: sedi a Genova e provincia
  • Dove siamo: altre sedi provinciali
  • Convenzioni
  • Contatti
Facebook Instagram YouTube WhatsApp
© 2026 Gilda Liguria - Sviluppo by Consulenza Social Media.

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA