Oggi, in consiglio dei ministri, è stato finalmente varato il decreto che introduce in via sperimentale per tre anni la Quota 100. Si potrà andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Al momento stiamo scrivendo senza aver letto ancora il testo del decreto. Ciò che scriviamo risulta da quello che abbiamo letto e visto sui principali mass media.
Sappiamo per esempio che la prima finestra per uscire dalla scuola con Quota 100 si chiuderà entro il 28 febbraio per poter uscire al 1 settembre 2019. Non sappiamo ancora quali saranno esattamente i requisiti, ovvero entro quale data bisognerà avere i due requisiti per poter andare in pensione entro la fine di quest’anno scolastico. Sembrerebbe che sia possibile andare in pensione entro il primo settembre 2019 se maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2019. Ma si attendono disposizioni in merito da parte del Miur e dell’Inps.
Per quanto riguarda la liquidazione per i dipendenti pubblici, in conferenza stampa Matteo Salvini ha dichiarato che ci sarà “subito la liquidazione per il settore pubblico, 30.000 euro cash”. Ciò porta a pensare che verrà pagata subito solo una parte della liquidazione, mentre per il resto bisognerà aspettare di maturare i requisiti per andare in pensione con la riforma Fornero.
Non ci dovrebbero essere penalizzazioni. Comunque si percepirà un assegno pensionistico minore, perché si verseranno contributi per meno anni (e una delle variabili che determina l’importo della pensione e l’età a cui si inizia a percepire). L’Upb ha stabilito che si percepirà una pensione tra il 5 ed il 34% in meno rispetto a quella che si percepirebbe se si lasciasse il lavoro con la riforma Fornero.