
Oltre alla famigerata quota 100, la legge di bilancio prevede anche la proroga per l’anno in corso dell’Ape social. Per andare in pensione in anticipo con questo strumento è necessario avere uno dei seguenti requisiti:
- essere in stato di disoccupazione per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa, o risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria;
- avere un coniuge, o un parente di primo grado convivente con handicap a cui si presta assistenza (dal 2018 alle figure già indicate si sono aggiunti i parenti oaffini di secondo grado conviventi);
- avere un invalidità civile pari o superiore al 74%;
- aver svolto lavori particolarmente gravosi per almeno 6 anni (rientrano in questa categoria le maestre della scuola dell’infanzia).
Oltre ad avere uno dei requisiti nella lista precedente, è necessario anche avere determinati requisiti contributivi e di età: 63 anni di età e almeno trent’anni di contributi (che diventano almeno 36 per chi ha svolto lavori gravosi).
I soggetti che saranno ammessi all’Ape social beneficeranno di un assegno di accompagnamento fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia. L’importo di tale assegno non può superare i 1.500 euro e sarà pari all’importo della rata mensile della pensione calcolata al momento dell’accesso all’Ape social. Non comporta nessuna penalizzazione al momento dell’accesso alla pensione di vecchiaia.