
Sul ricorso per il recupero dell’anno 2013, alcuni Sindacati ci si stanno buttando a pieno ritmo – anche a livello locale – mentre noi siamo rimasti in una situazione di attesa. Perché c’è questa differenza?
Due sentenze negative a Genova ed una positiva a La Spezia
Gli avvocati con cui collaboriamo abitualmente hanno ottenuto finora due risposte negative dai giudici del lavoro di Genova su questo tema.
Altri possono vincere dove loro hanno perso? No, perché i giudici che hanno deliberato su questo tema hanno rimandato alla sentenza di Cassazione che ha affermato il principio che l’anno 2013 non può essere per sempre escluso dalla ricostruzione. Peccato che la stessa sentenza contenga anche una serie di “se e ma” che lasciano ampia discrezionalità ai giudici del lavoro. E i due giudici di Genova hanno utilizzato questi “se e ma” per lasciare le cose come stanno.
Visto che noi ci basiamo sui fatti, non possiamo comunque dimenticarci della sentenza positiva uscita dal tribunale di La Spezia. Sentenza che sicuramente verrà appellata dal MIM, così come si sono appellati i nostri avvocati.
Prima di partire con ricorsi di massa, è necessario che emerga dalle diverse pronunce UNA TENDENZA CHIARA che possa essere utilizzata a nostro vantaggio. Per questo la logica imporrebbe di aspettare le sentenze di secondo grado, oltre ad una nuova sentenza di Cassazione che dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, prima di procedere.
Quali sono i rischi a procedere comunque con i ricorsi?
La risposta è semplice: chi fa ricorso potrebbe non solo perdere la causa, ma potrebbe essere chiamato dal giudice a pagare le spese collegate alla medesima e quindi si rischia di perdere dei soldi.
Quando si vince una causa è il Ministero che deve pagare gli avvocati di controparte; se si perde, invece, non vengono pagati e solitamente questo genere di professionisti non lavora gratis, per cui chi fa ricorso potrebbe essere chiamato a pagare pure la loro parcella…
Dovete pensare che i principali mezzi di informazione sulla scuola parlano solo dei ricorsi vinti. Se una causa sulla scuola viene persa, non lascia traccia. Purtroppo però la realtà mostra che gran parte del contenzioso su questi temi finisce male per chi ricorre ad un giudice.
Bisogna scegliere le battaglie legali da combattere e non buttarsi a corpo morto, anche perché si corre il rischio di duplicare il karakiri legale, come è successo nel caso della docente in part time che è arrivata fino alla Cassazione e poi tutto il bel castello è franato: da allora tutti i docenti in condizione di part time non si sono più visti ridurre le ore di collegio docenti. “Bel guadagno”, non credete?