In risposta alle tante domande che ci sono arrivate in questi giorni, riesco a scrivere solo oggi per cercare di fornire un quadro di risposte.
La Gilda degli insegnanti e il massacro di Gaza
Io, come la stragrande maggioranza dei membri della Gilda degli insegnanti, penso che Israele stia massacrando il popolo palestinese, oltre ad occupare illegalmente terre a Gaza, in Cisgiordania e in Siria. Atti che non possono essere giustificati dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Per questo la Gilda degli Insegnanti nazionale ha aderito al flash mob “Ultimo giorno a Gaza”.
E’ in atto un genocidio
Per Amnesty International e secondo un’inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, in Palestina è in atto un genocidio, ovvero una “metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui e l’annullamento dei valori e dei documenti culturali”. Un approccio che viene condiviso persino da due organizzazioni non governative israeliane B’Tselem e Physicans for Human Rights che, intorno alla fine del mese di luglio, hanno pubblicato due loro report: secondo i documenti, la guerra a Gaza “prende di mira i palestinesi come gruppo” e causa la “morte di fame come metodo di guerra”.
Come tante altre persone, anch’io sono colto da un senso di impotenza davanti a questa immane tragedia. Anche perché i nostri Governi e le Istituzioni Internazionali stanno facendo poco o nulla per fermare il massacro.
Gli scioperi su Gaza del 19 e 22 settembre
La Gilda degli Insegnanti non aderisce agli scioperi generali perché non è stata coinvolta nel processo decisionale. Dietro queste scelte c’è una volontà precisa, che è quella di imporre una scelta di egemonia dei sindacati confederali (CGIL-CISL-UIL) di rappresentanza nel mondo del lavoro, egemonia che nell’ambito della scuola ha prodotto la pessima situazione in cui versano i docenti e il personale scolastico (ad esclusione dei dirigenti…).
La dura verità
Non eludo la domanda centrale: cosa consigli di fare tu?
In questi giorni sto firmando tutti gli appelli su Gaza che trovo in rete – come quello che abbiamo pubblicato qui – o partecipo alle raccolte fondi. Mi rendo conto che probabilmente serviranno a poco o nulla, ma devo fare qualcosa.
Capisco perfettamente chi in questi giorni sciopererà per Gaza. Purtroppo però devo mettervi in guardia: lo sciopero generale del 24 novembre 2024, indetto da CGIL e UIL, secondo i dati diffusi dal MIM, con il 57% delle scuole che hanno trasmesso i dati, avrebbe avuto un’adesione complessiva del 5,65%. Si profila dunque il rischio che lo sciopero possa rivelarsi un boomerang che porti il governo a dire che, vista la scarsa adesione, quello che hanno fatto per Gaza vada più che bene…
Io non ho risposte, ma credo fermamente che in questi casi sia necessario trovare altre forme di lotta.
Roberto Bosio
(coordinatore di Gilda Liguria)
