
Ieri l’inizio dell’anno scolastico è stato festeggiato con un evento dal titolo “Tutti a scuola”, con 122 scuole di tutta Italia riuniti sull’isola d’Elba – trasmesso anche su Raiuno a cui ha partecipato anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo messaggio il capo dello Stato ha parlato di diversi temi che hanno segnato negativamente l’anno da poco concluso, come i genitori che hanno aggredito gli insegnanti dei propri figli: “Alcuni gravi episodi di violenza rappresentano un segnale d’allarme che non va sottovalutato”. Quello che è successo è il segno “che qualcosa si è inceppato, che qualche tessuto è stato lacerato nella società. Il genitore-bullo non è meno distruttivo dello studente-bullo, il cui rifiuto cresce sempre di più nell’animo degli studenti, a scuola e nel web”.
Altro tema scottante è rappresentato dall’edilizia scolastica. Basta citare il fatto che solo il 5% delle scuole italiane sono state adeguate dal punto di vista sismico. Mattarella lancia un monito sul tema che temo resterà inascoltato: “Occorre far presto, perché questo non è tema che possa scivolare tra le varie ed eventuali dell’agenda nazionale. La sicurezza a scuola è un bene indisponibile. A partire, ovviamente, dalla tutela della salute dei bambini e dei ragazzi, che va assicurata anche attraverso la certezza e la stabilità delle regole”. E ancora “La sicurezza della scuola presuppone la sicurezza dei suoi edifici. E’ un tema di primaria importanza, che impone fermezza e responsabilità a tutte le autorità pubbliche. Le famiglie hanno diritto alla sicurezza e alla tranquillità dei ragazzi”.
Altro tema è quello dell’abbandono scolastico. Secondo il capo dello Stato “Nonostante i risultati raggiunti in termini di scolarizzazione, a cominciare dall’accresciuta frequenza alla scuola d’infanzia, abbiamo un numero ancora troppo elevato di ragazzi che desistono dagli studi prima di completare il ciclo delle superiori o addirittura prima di completare quello dell’obbligo: dobbiamo ridurre il più possibile questa emorragia. La dispersione scolastica è un’amputazione civile; e anche una perdita economica per il Paese”.
Penultimo punto che ricordiamo qui sono i 70 anni dalla promulgazione delle leggi razziali: “Settant’anni fa, nel settembre del 1938 la stagione scolastica si apriva con l’espulsione dalla scuola pubblica di tutte le ragazze e i ragazzi, le bambine e i bambini ebrei. E con il licenziamento dei professori di origine ebraica. Una legge aveva dato forma a un razzismo di Stato: è una delle pagine più brutte e tristi della nostra storia”. E ancora “Liliana Segre come altri, ha ricordato in questi giorni il suo trauma di bambina esclusa dalla scuola che era e sentiva propria, e la feroce discriminazione subita. Questa è una lezione che non dobbiamo mai dimenticare”.
Finale per le vittime del crollo del ponte Morandi. Mattarella spiega che “hHo appena incontrato i compagni di scuola dei ragazzi morti nel crollo del ponte di Genova. I banchi vuoti dei loro amici sono il simbolo più doloroso di quella tragedia inaccettabile”.