
Gli appalti per le pulizie affidate a ditte esterne torneranno ad essere interni alle scuole. Lo prevede uno degli emendamenti della legge di bilancio approvata dalla commissione bilancio della Camera. Verranno assunti 11.857 ATA tra i lavoratori delle imprese private di pulizia – a partire dal primo gennaio 2020.
La misura era stata richiesta da tempo dai presidi, visto che “la gestione dei rapporti esternalizzati si è rilevata molto difficoltosa” – sono le parole di Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi. E poi “il personale interno potrà occuparsi anche della vigilanza, cosa che non potevamo chiedere agli addetti delle agenzie. E le pulizie saranno direttamente sotto il controllo dei dirigenti. L’unica critica è che il 2020 è un po’ troppo in là, si poteva partire già da quest’anno”.
Sul tema gli unici ad avere un punto di vista negativo sono i vertici di ANIP – Confidustria, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, che in un una nota congiunta hanno affermato che “l’emendamento inserito nella Legge di bilancio che porterà all’internalizzazione dei servizi di pulizie per le scuole italiane non convince per molti motivi: da un lato riteniamo che l’assunzione del personale ATA da parte pubblica provocherà un enorme dispendio di risorse, dall’altro non migliorerà i servizi resi”.
Le assunzioni dovrebbero avvenire attraverso un concorso per soli titoli. Potranno partecipare al concorso i lavoratori che hanno lavorato a scuola per i servizi di pulizia e ausiliari, come dipendente a tempo indeterminato di imprese titolari di contratti per lo svolgimento delle pulizie. Tra i requisiti sarà probabilmente richiesto anche il possesso almeno della terza media.
I sindacati sono a favore della misura, ed hanno anche evidenziato il fatto che il provvedimento non dà garanzie a tutti i lavoratori che da quasi vent’anni lavorano negli appalti del settore scolastico.