
Già, nel comunicato stampa presente su questo sito , è stato espresso in modo chiaro e deciso dal coordinatore nazionale Rino Di Meglio il dissenso rispetto ad una misura quanto mai inopportuna in questo momento dell’anno scolastico , quanto mai contestabile sul piano anche della didattica . e diciamo questo considerando gli oneri a carico dei docenti e delle commissioni e , ancora una volta , il disconoscimento del dettato costituzionale , gli articoli 33 e 34 .
Il primo sulla libertà di insegnamento che riconosce la professionalità docente , quindi non ridotta ad una mera funzione di esecuzione di dettami arrivati dall’alto decontestualizzati e in linea una didattica prona alla moda del momento o alle strumentali necessità del mercato ; il secondo sul diritto allo studio che ha come finalità la formazione , innanzi tutto della donna e dell’uomo cittadini , non sudditi e consumisti acritici .
Ancora una volta la scuola e tanto più è grave da parte di un ministro che da questa direttamente è arrivato al ministero , la svalutazione della complessità di questo mondo e dell’ organizzazione dei saperi , delle conoscenze che derivano dai programmi svolti e monitorati , secondo tempi ben precisi con scadenze ben conosciute . Ancora una volta si interviene , a gamba tesa , a metà anno scolastico , come in altri tempi anche molto lontani ( ci riferiamo addirittura al 1969 ) , e non ha valore l’argomentazione , ammesso che in questo caso si possa utilizzare in modo appropriato questa parola , che è sempre stato così …. ma allora il cambiamento in meglio ??
Ed è doveroso sottolineare che non è un problema che riguarda solo le superiori , che colpisce solo i docenti e gli studenti della secondaria , perché questa è la dimostrazione di una pericolosa deriva che colpisce tutti i principi relativi all’autonomia della professione docente di tutti gli ordini di scuola .
Ci siamo battuti e continueremo a batterci contro la 107 ; di fronte a questa applicazione acritica e in peggio dei decreti legislativi è indispensabile la resistenza , la mobilitazione anche nella forma tradizionale dello sciopero , d’accordo con il collega ,Fabrizio Rebershegg , per :
- Aggregare tanti colleghi che si sentono abbandonati dalle loro sigle sindacali su tali tematiche ;
- diventare uno dei punti di riferimento della stampa e degli intellettuali che interpretano la riforma della maturità come uno scivolamento verso aspetti meramente d’immagine e privi di contenuto (le tre buste, l’argomentone, ecc.) ;
- sostenere le nostre richieste di valorizzazione della funzione docente (vedi campagna di firme per un nuovo contratto dignitoso) Le firme verranno raccolte in tutte le scuole d´Italia e anche online attraverso la piattaforma https://www.change.org/p/giuseppe-conte-stipendi-più-alti-per-gli-insegnanti unendole a una campagna per la difesa di uno status giuridico della docenza che rischia di essere oggetto di stravolgimenti da parte della politica, della dirigenza scolastica e dei vari “esperti”.
Il fatto che nelle commissioni per la revisione del testo unico non sia presente un solo insegnante è un fatto gravissimo e , aggiungiamo dimostrazione palese della deriva di cui sopra .