
La fotografia fatta alla scuola italiana dall’Istat nel suo secondo rapporto sugli obiettivi di sviluppo sostenibile è impietosa. Basta leggere questi due dati riportati a pagina 81:
- il 34,4% degli studenti di terza media non raggiunge un livello sufficiente di competenza alfabetica;
- il 40,1% degli studenti di terza media non raggiunge un livello sufficiente di competenza numerica.
I dati riportati dall’Istat si basano sui risultati delle prove Invalsi. Ovviamente il valore medio nasconde notevoli differenze: “Le percentuali più modeste di studenti con bassi livelli nella scala delle competenze alfabetiche si registrano in Friuli-Venezia Giulia (24,6%), in Lombardia (25,1%), nelle Marche (25,8%) e in Provincia autonoma di Trento (26,6%). Per le competenze numeriche, la quota degli insufficienti è più bassa in Friuli-Venezia Giulia (24,2%), nella Provincia autonoma di Trento (25,4%), in Veneto (28,3) e in Umbria (28,5). La Campania, con il 50,2% di low performer in lettura, seguita dalla Calabria (50%) e dalla Sicilia (47,5%) sono le regioni dove i livelli
di studenti con scarse competenze alfabetiche sono più alti; anche per le competenze numeriche degli studenti di III classe delle scuole secondarie di primo grado, queste regioni mantengono i livelli più alti di insufficienza, Campania e Calabria con il 60,3% dei ragazzi e Sicilia con il 56,6%”.
Da rilevare poi che “rispetto ai maschi, una percentuale più elevata di ragazze si situa al di sotto della sufficienza nelle competenze matematiche (41,7%, contro il 38,5% dei maschi), mentre per la lettura la situazione si inverte: il 38,3% dei ragazzi non raggiunge la sufficienza nelle competenze alfabetiche, contro il 30,4% delle ragazze”.