
Sempre sulla scorta dei penosi risultati INVALSI , questa volta si esprime Alberto Asor Rosa , sempre su ” la Repubblica ” , mettendo in luce che il fenomeno registrato dai test ha cause non solo legate all’ apprendimento facile indicato da Recalcati , ma da una” massificazione crescente della società e , più in generale , della realtà nazionale italiana .
“L’italiano – la comprensione, l’ uso, l’ arricchimento dell’ italiano – è una delle prime vittime di questo processo. Che bisogno c’è di apprendere, parlare correttamente, arricchire una lingua comune , se intorno tutto è uguale , se le relazioni culturali, politiche e sociali sono ridotte ad una compravendita elementare di dati scambievoli, utili sul piano del potere politico ed economico puro e semplice ?”
Asor Rosa dice che per rimediare andrebbe posta al centro la scuola , con ” una scossa culturale e istituzionale di portata epocale.
” Negli ultimi trent’anni la scuola ha avuto i ministri e le ministre peggiori che si possano immaginare ( compresi quelli e quelle , ahimè , di centro sinistra ).”
Ma , poi , il critico letterario sottolinea che la battaglia è ovunque , i test INVALSI dovrebbero essere somministrati anche alla nazione intera .
Il ” crollo catastrofico della lettura è il problema decisivo ,” perché produce una distorsione pressoché universale. ”
“Esiste una connessione indissolubile fra uso articolato e corretto, maturo della lingua italiana e l’ identità italiana complessivamente considerata. Chi rinuncia all’ una rinuncia anche all’ altra “.
E poi Asor Rosa conclude sulla regionalizzazione che non è una proposta sbagliata ,” è una proposta anticostituzionale che andrebbe perseguita con tutti i mezzi previsti dalla legge .Così potrebbe accadere che,come è accaduto altre volte nel corso della nostra lunga storia , difendere l’ italiano significhi difendere l’ Italia.”