Dice Umberto Galimberti , filosofo, sociologo, psicoanalista , che una ricetta per migliorare la nostra scuola non ce l’ha , ma alcune riforme – cinque – in linea teorica , sono condivisibili e a lui paiono inderogabili .
Noi di seguito le elenchiamo sintetizzandole , utilizzando il grassetto per indicare la nostra condivisione :
1 ) Per una scuola non solo dell’istruzione , ma anche dell’educazione dei sentimenti e delle emozioni è necessario che le classi siano composte da 12 o al massimo 15 studenti ;
2 ) la selezione degli insegnanti deve prevedere anche test che verifichino se il loro carattere è empatico , perché , come indica Platone si impara per imitazione, partecipazione, fascinazione . E lo studioso ricorda che l’empatia non si impara , è una dote naturale ! ;
3 ) Occorre che gli insegnanti abbiano fatto almeno un esame di psicologia dell’età evolutiva ; non sarebbe male anche un corso di teatro perché la cattedra è come un palcoscenico e “se recitassero la ” Divina Commedia ” non dico come Roberto Benigni, ma quasi , forse gli studenti leggerebbero con gusto anche la “Divina Commedia” ;
4 ) Necessaria l’abolizione del ruolo per evitare che rimangano sulla cattedra insegnanti incapaci ;
E’ evidente che il professor Galimberti non è aggiornato sul contratto di lavoro dei docenti che sono da molti anni a tempo indeterminato o determinato , anche se per comodità , nel primo caso , si usa ancora l’espressione di ruolo .
5 )” I genitori, ad eccezione della scuola primaria , vanno allontanati dalla scuola , perché a loro non sta tanto a cuore la formazione dei figli quanto la loro promozione “
L’allontanamento dei genitori dalla scuola può apparire una misura oltreché esagerata , iniqua . Certo che la loro presenza che è diventata spesso invadenza e , in vari casi , aggressione , va , decisamente ridimensionata .
