
Si moltiplicano i commenti sulla tragica vicenda del bambino precipitato e morto in una scuola di Milano qualche giorno fa. L’unica cosa che a nostro avviso si dovrebbe dire è che, purtroppo, questa situazione è figlia di una serie di provvedimenti presi dalla politica a cuor leggero.
Tutto è iniziato con la riduzione dei posti previsti dalla cosiddetta Riforma Gelmini, che ha prodotto qualcosa come 7-8 miliardi di risparmi, e che ha stabilito la cancellazione, di quasi 50.000 Ata – la metà dei quali collaboratori scolastici -, oltre alla scomparsa di quasi 4.000 scuole autonome.
C’è poi da aggiungere che i governi successivi non hanno fatto nulla per modificare questa stortura – semmai il disinteresse è proseguito costante nel tempo, con altre tappe dello stesso segno, come il blocco delle immissioni in ruolo – nonostante il pensionamento di migliaia di amministrativi, tecnici ed ausiliari -, la nomina di supplenti del personale Ata solo in caso di assenze superiori ai sette giorni, o l’introduzione del numero massimo di 12 collaboratori scolastici ogni 1.200 alunni (scelta che ha portato diversi problemi per le scuole con più sedi).
Un insieme di scelte che oggi rendono quasi impossibile la presenza di due collaboratori scolastici sullo stesso piano.