Ogni anno ci sono diversi casi di errata applicazione del meccanismo delle rinunce disciplinato dall’OM 88/2024.
Di cosa si tratta?
L’ordinanza prevede che la mancata indicazione di alcune sedi o preferenze equivalga a una rinuncia. Tuttavia, l’applicazione pratica ha portato a risultati “aberranti”: se durante le convocazioni non sono disponibili le sedi indicate, il sistema considera il candidato rinunciatario anche per tutte le altre e non lo convoca più, anche se nelle successive convocazioni si liberano sedi di suo interesse.
Questi risultati sono dovuti al fatto che l’amministrazione non ha “tarato” correttamente l’algoritmo. E non l’ha modificato nemmeno dopo che la giurisprudenza ha dato quasi sempre ragione ai docenti penalizzati da questa errata applicazione.
Il ricorso
Il tribunale del lavoro di Genova ha un orientamento favorevole, ma per preparare l’eventuale ricorso bisogna avere un po’ di materiale:
- una mail dall’USP che mi designi come rinunciatario (si può richiedere per maggiore sicurezza il tutto via PEC);
- bollettini di nomina,
- domanda delle 150 scuole
- e graduatorie GPS, perché l’avvocato deve avere tutto il necessario per dimostrare che l’USP ha dato una cattedra a precario con punteggio inferiore al mio in un turno successivo a quello in cui sono risultato/a rinunciatario/a (non dovete solo avere questo materiale, ma anche sapere chi è stato ad avere l’assegnazione).
Cosa fare se siete stato/a superato/a dall’algoritmo
I tempi della giustizia italiana sono lunghi, per cui vi consigliamo comunque di accettare proposte di contratto a breve provenienti da graduatorie di istituto. Il giudice del lavoro condannerà con ogni probabilità l’USP a pagare il danno provocato, ma i soldi arriveranno sul vostro conto solo tra più di un anno (ad essere ottimisti).
Organizzeremo ad ottobre un incontro per tutti quelli che si trovano in questa situazione. Potete compilare questo form se siete interessati sia al ricorso che all’incontro.
