Ritorniamo sul tema della circolare relativa al Ramadan del Vittorio Emanuele di Genova. Dopo il nostro comunicato di solidarietà alla DS, pubblichiamo la LETTERA che 164 PROFESSORI DI QUELLA SCUOLA hanno sottoscritto su questo tema.
“Siamo un folto gruppo di docenti dell’Istituto “Vittorio Emanuele II – Ruffini” di Genova e sentiamo il dovere di intervenire per fare chiarezza a seguito di alcuni articoli apparsi recentemente sulla stampa locale e nazionale. Non siamo un gruppo anonimo mosso da intenti polemici, ma educatori che operano quotidianamente in una realtà scolastica complessa e vibrante, dove il 35% degli alunni proviene da culture e paesi diversi. Ci riferiamo alle accuse di “islamizzazione e integrazione al contrario” rivolte al nostro Istituto in merito ad una comunicazione interna riguardante l’inizio del Ramadan: un testo nato su sollecitazione di molti di noi che non era un’imposizione, ma un invito a considerare lo sforzo psicofisico di studenti che affrontano il digiuno.
Desideriamo precisare che questo intervento non nasce per alimentare contrapposizioni, ma per esprimere un punto di vista ampiamente condiviso e agire in difesa di una scuola pubblica autenticamente inclusiva. Sosteniamo con fermezza che quella comunicazione rappresentasse un richiamo a norme di buon senso e di cura pedagogica, volte a tutelare il benessere degli studenti in un clima sereno, senza in alcun modo limitare la libertà d’insegnamento o imporre privilegi. In una Scuola consapevole del proprio mandato, il rispetto dei diritti naturali, del diritto allo studio e l’attenzione alla persona non sono scelte ideologiche, ma la base stessa dell’impegno educativo.
In questo contesto, quindi, esprimiamo la nostra piena solidarietà e vicinanza alla Dirigenza Scolastica, Dirigenza che sa mettere al centro la persona e si impegna concretamente affinché nessuno sia lasciato indietro.
Riteniamo che occuparsi dell’inclusione sia un atto di civiltà necessario per affrontare i disagi reali— sociali, psicologici e identitari — di una generazione che cerca sostegno e indirizzo. La vera laicità non esclude, ma valorizza, il ricco mosaico di culture dei nostri ragazzi: mostrare sensibilità verso chi osserva il digiuno significa rimuovere gli ostacoli alla partecipazione scolastica, in pieno solco costituzionale. Adattare con buon senso la collocazione di una verifica non compromette l’equità, poiché la cura verso alcuni è un esercizio di responsabilità collettiva che non sottrae nulla agli altri.
“Accorgimenti” sono stati presi nel nostro Istituto e vengono presi sempre nei confronti di tutti gli alunni e di tutte le necessità reali e profonde. In questo comunicato si fa riferimento principalmente al periodo di Ramadan, poiché su questo sono state ricevute critiche. Desideriamo però ribadire che la tutela dei diritti e la risposta ai bisogni sono da sempre estesi a tutti i nostri ragazzi, indipendentemente dalla nazionalità, dalla cultura e dall’orientamento religioso o politico. Il benessere di ogni studente rimane il fine ultimo del nostro operato quotidiano e concreto. Come ricordano le Raccomandazioni UNESCO infatti, il nostro obiettivo resta imparare a vivere insieme, cercando di garantire a tutti i nostri studenti un futuro di pace ed equità“.
