
Il Veneto vuole l’autonomia .
Già da questo mese il tema ” Autonomia scolastica del Veneto ” sarà affrontato in una riunione del Consiglio dei ministri .
Luigi Di Maio ha ,recentemente , affermato che : ” L‘autonomia del Veneto si deve dare il prima possibile, perché i Veneti hanno votato un referendum che non deve essere disatteso”.
Questo nell’ambito di un disegno di legge per trasferire alle Regioni maggiori competenze , comprese quelle relative al settore istruzione , secondo quanto previsto dall’art.116, comma 3° della Costituzione :
“Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.”
Il ministro Bussetti considera positivamente questo processo anche perché :
“L’aspetto positivo è che le regioni Veneto e Lombardia promettono di mettere più risorse per gli stipendi dei docenti “
D’altra parte , però, nella stessa formazione pentastellata c’è chi , come la senatrice Granato sottolinea un dettaglio non trascurabile
“Nessun docente dipenderebbe dalle regioni , ma sempre dallo Stato “
e non ci sarà nessuna differenza nel sistema di reclutamento . L’autonomia è un contenitore, bisogna vedere cosa ci si mette, magari più efficienza .”
E alla domanda circa la possibilità di stipendi più alti per gli insegnanti del Nord , la senatrice , pur utilizzando il condizionale , non li esclude”
E’ emerso , nel frattempo , un altro importante dettaglio da non dimenticare nella valutazione di quanto si sta discutendo e prospettando , usando , anche in questo caso , il condizionale : i fondi pubblici per l’istruzione potrebbero essere assegnati in base al livello delle imposte regionali e non più sulla base della popolazione scolastica .