
La scelta del personale che dovrà far parte della squadra di emergenza antincendio ricade – direi ovviamente – sul Dirigente Scolastico. Il Ds, con la collaborazione del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (R.S.P.P.) e del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (R.L.S.), ha, tra i tanti compiti che gli toccano, anche quello di valutare il numero di addetti adeguato.
La normativa sulla sicurezza non prevede un numero minimo di addetti o un criterio specifico per compiere questa scelta. Una regola non scritta ma suggerita dai Vigili del Fuoco detta la seguente proporzione: due addetti antincendio ogni dieci lavoratori. Oltre a tenere in considerazione questo rapporto bisogna considerare eventuali assenze per malattie o presenza in orari diversi, per cui sarà necessario formare un numero di lavoratori maggiore rispetto a questo rapporto perché bisogna garantire che siano sempre presenti componenti della squadra di emergenza.
Ovviamente ci sono anche altri aspetti da considerare nella formazione della squadra di emergenza, come:
- il numero dei plessi da monitorare e le loro dimensioni e caratteristiche;
- il numero delle persone che potrebbero essere interessate dall’evento calamitoso;
- la presenza di disabili (e le loro peculiarità).
Un altro aspetto da considerare è sia meglio nominare docenti o personale Ata. I collaboratori scolastici per esempio, dovrebbe essere i soggetti che conoscono meglio gli edifici in cui operano. Ed hanno maggiori probabilità di trovarsi davanti ad un principio di incendio o di altro evento traumatico (e quindi possono intervenire prontamente). Chiamare un docente che si trovi in un’aula, magari lontana, a fare lezione, potrebbe esporre a rischi maggiori.