
Su tutto aleggia la pronuncia del Consiglio di Stato del prossimo 17 ottobre, che potrebbe cancellare il concorso sui dirigenti scolastici, ma i problemi non finiscono qui. I dirigenti sono stati assegnati ad una regione in base alle loro preferenze, alla graduatoria ed ai posti disponibili, ora però ogni ufficio scolastico regionale sta procedendo in ordine sparso per decidere la scuola da affidare al vincitore. Ci sono uffici che hanno chiesto ai nuovi presidi di indicare cinque preferenze, chi 20, chi più di cento.
Le differenze non si fermano qui, c’è chi, come l’Usr dell’Emilia Romagna di scegliere sedi in almeno tre province diverse della regione, mentre l’Usr delle Marche ha scritto che “solo la provincia verrà assegnata secondo l’ordine di precedenza in graduatoria, mentre la sede scolastica sarà attribuita sulla base delle esperienze pregresse, titolo di studio e istituto di provenienza”.
I sindacati che hanno presidi nelle loro fila hanno chiesto l’intervento del Miur per garantire più omogeneità nella scelta. Negli ultimi giorni è uscito fuori anche il problema delle rinunce dei candidati costretti a spostarsi anche di mille chilometri dalla loro residenza. LA Uil vorrebbe che i posti liberati dalle rinunce vengano offerti ad altri vincitori che sono stati assegnati ad altre regioni. In questo modo si rischierebbe una moltiplicazione dei contenziosi…
Noi della Gilda in tutta questa faccenda siamo solo degli osservatori. Siamo l’unico sindacato rappresentativo che non ha dirigenti scolastici nelle proprie fila. Ricordatelo al momento di scegliere il vostro sindacato.