
alla presenza del ministro Fioramonti
Abbiamo già informato sulla presenza e sull’intervento del ministro della Pubblica Istruzione , Fioramonti , al convegno organizzato dalla Gilda degli Insegnanti e tenutosi , ieri , a Roma in occasione della Giornata Mondiale dell’Insegnante che viene celebrata oggi 5 Ottobre .
Oggi ci sentiamo in obbligo di esprimere alcune considerazioni , riportando anche le perplessità che , presenti al convegno , abbiamo sentito serpeggiare tra i colleghi numerosissimi al centro Convegni “Carte Geografiche” .
Premesso che la sua presenza che si è protratta per circa un’ ora attestando la sua volontà non solo di partecipazione , ma anche di ascolto dei risultati del sondaggio SWG commissionato dalla nostra Associazione sulla considerazione che hanno studenti e insegnanti dello studio della Storia ( https://gildaliguria.it/blog/2019/10/04/indagine-tra-gli-studenti-e-i-docenti-italiani-sul-tema-dellinsegnamento-della-storia/ ) è stata molto apprezzata , dobbiamo rilevare alcune ingenuità a proposito del suo giudizio sui manuali e su come si spiega e su come si dovrebbe insegnare oggi, questa disciplina https://gildaliguria.it/blog/2019/10/04/lintervento-di-fioramonti-al-convegno/
Da molti anni , a seguito del rinnovamento storiografico della famosissima scuola francese delle Annales ( 1929 ) ” i nuovi storici delle Annales operarono considerando parte integrante dell’indagine storica gli aspetti della produzione, della tecnologia, dei mezzi di lavoro, l’apertura a temi come le mentalità, la considerazione dei manufatti, la demografia, la vita quotidiana, la sessualità, l’alimentazione, le abitudini di consumo ” i manuali hanno tenuto conto di questi aspetti e non solo delle battaglie , dei generali , dei re ecc…
Hanno superato anche l’eurocentrismo , hanno inserito laboratori di studio e di ricerca e tanti altri strumenti per leggere e indagare … e così hanno fatto gli insegnanti …
Ci fermiamo qui, perché potremmo riportare il suggerimento fornitoci dal ministro sulla necessità di parlare dell’ulcera di Napoleone per dimostrare la fragilità umana di tale personaggio e dimostrare che le fragilità degli studenti sono comuni e rendere in tal modo anche lo studio della Storia a loro più vicino , ma riportiamo e cogliamo , invece , il suggerimento che ha espresso il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti , Rino Di Meglio :
“ Non pretendere da parte del ministro della Pubblica Istruzione la conoscenza specifica e la didattica delle discipline e della Storia, in questo caso , ma ascoltare , ascoltare il mondo della scuola ,delle associazioni che lo rappresentano e poi avvalersi di esperti , ma soprattutto di INSEGNANTI che giornalmente sono nelle aule a contatto , appunto con i bambini, con i ragazzi di oggi , i nativi digitali ” .