
Repubblica ha pubblicato oggi un’intervista a Lorenzo Fioramonti. Molti dei temi toccati sono ormai dei classici del ministro dell’Istruzione, dai tre miliardi di euro per la scuola e l’università, attraverso “la rimodulazione dell’Iva”, come “la Coca Cola venduta nei distributori automatici”. Perché “deve avere un’Iva agevolata al 10 per cento”? “-Rimodulando l’imposta sulle bibite che si vendono nelle macchinette, sul cosiddetto junk food e sul cibo di lusso si fa un’operazione di salute, si trovano risorse interessanti per l’istruzione, si possono detassare altri beni necessari e sani”.
E poi “da settembre 2020 avremo una scuola meno precaria e in tempi brevi ridurremo i supplenti da 170.000 a 100.000” – difficile da raggiungere, visto che il concorso ordinario prevede, preselettiva, due prove scritte e un’orale ed il tempo stringe…
Ancora, “la Legge di stabilità servirà, innanzitutto, per rinnovare il contratto degli insegnanti e aumentare i loro stipendi, i più bassi d’Europa, di almeno 100 euro lordi”.
Unica novità rispetto al passato è rappresentato dalla “questione abilitazione”, che dovrebbe essere affrontata “a marzo”. Per il ministro “non può bastare una laurea per diventare insegnanti: serve essere formati. Ma senza creare inutili complicazioni: non deve essere un percorso a ostacoli più complesso di quello universitario”. In arrivo novità? un percorso di formazione abbreviato rispetto al Tfa? Noi vi terremo aggiornati.