
Purtroppo il bimbo di quasi 6 anni caduto venerdì, da oltre dieci metri, nella tromba delle scale dell’istituto Pirelli di Milano non ce l’ha fatta. Ora sarà ancora più importante capire com’è potuta accadere questa disgrazia. Finora l’unica cosa certa è che il piccolo avrebbe chiesto più volte alla maestra di andare al bagno, e che alla fine gli sarebbe stato concesso il permesso di andarci.
Fuori dall’aula qualcosa non va per il verso giusto: la collaboratrice scolastica del piano si trova con tre bambini in bagno e avrebbe detto al primo di tornare in aula per poter vigilare sugli altri due. Subito dopo la sciagura. L’ipotesi più probabile è che il bimbo abbia oltrepassato la reti di protezione della scala mettendosi in piedi su una sedia a rotelle trovata incustodita al piano.
Dopo questa drammatica vicenda, la Gilda, insieme agli altri sindacati rappresentativi, invita RSU e delegati di tutte le scuole italiane a riunirsi “per un’ora di assemblea sindacale, in ogni scuola, il prossimo 31 ottobre, per assumere l’impegno a richiamare la massima attenzione di tutti sui rischi di chi studia e lavora in edifici inadeguati, con organici precari e insufficienti, questioni che esigono un interesse costante da parte della politica e soprattutto una concreta capacità di intervento attraverso scelte mirate e coerenti di investimento a supporto della sicurezza di strutture e impianti e di efficaci strategie di prevenzione”.
Con la morte del bambino si aggrava la posizione del personale coinvolto perché da “omessa sorveglianza” si passa ad “omicidio colposo”. Potrebbero essere considerati responsabili docenti, collaboratori scolastici e pure il dirigente. Potrebbe avere qualche responsabilità anche i componenti degli organi collegiali che hanno deciso di porre le prime classi al primo piano dell’edificio. Vedremo.