
Quest’inizio di anno scolastico sono tornati in classe 253.000 alunni con disabilità. Meno della metà – ovvero circa 120.000 – avrà la fortuna di ritrovare lo stesso docente di sostegno del precedente anno scolastico. Gli altri dovranno ripartire da zero. Niente continuità didattica.
Succede perché più di un 1/3 dei 160.000 insegnanti di sostegno in servizio quest’anno saranno “in deroga”, ovvero sono precari, assunti, licenziati e poi riassunti ogni anno – e spesso in scuole diverse.
Per capire la qualità dell’inclusione scolastica, la Fish – ovvero la Federazione italiana per il superamento dell’handicap – ha lanciato un sondaggio tra le famiglie con bimbi e ragazzi con disabilità. In questi giorni sono arrivati i primi dati.
Il campione sembra essere abbastanza significativo visto che hanno risposto 1.600 famiglie. E che quadro tracciano queste famiglie? Il 41% di questo campione affermano di non avere ancora un sostegno, e fra di loro il 30% dichiara di essere stato invitato a non portare il figlio a scuola – o almeno di ridurne la frequenza. Un altro dato preoccupante è che solo il 30% degli insegnanti di sostegno sarebbero in possesso del titolo di specializzazione.