
Grande successo per la petizione indirizzata al Presidente del Consiglio
Oltre 30.000 firme raccolte on linea e in tutte le scuole d’ Italia , grazie all’impegno , in prima linea , di RSU e di TAS.
L’iniziativa si è conclusa , oggi, con la consegna delle sottoscrizioni alla presidenza del Consiglio.
” Il numero elevato di adesioni- dichiara il coordinatore nazionale , Rino Di Meglio , che questa mattina si è recato a Palazzo Chigi con una delegazione della Gilda per depositare le firme – è una spia inequivocabile del disagio e del malcontento che serpeggia tra gli insegnanti e della loro voglia di riscatto.”
Come evidenziato dai dati elaborati dal Centro Studi Nazionale della Gilda degli Insegnanti, in 10 anni, le retribuzioni dei docenti italiani sono calate mediamente del 7% rispetto all’andamento dell’inflazione. Tradotto in altri termini, ciò significa che dal 2007 a oggi gli stipendi sono diminuiti di circa 170 euro lordi.
“La significativa riduzione del potere di acquisto – afferma Di Meglio – ha provocato una sostanziale diminuzione anche del prestigio sociale dei docenti.
Le buste paga sempre più leggere hanno portato gli insegnanti a diventare fanalino di coda non soltanto nel l’impietoso confronto con i colleghi degli altri paesi europei , ma anche con tutti gli altri dipendenti pubblici italiani.
Per cambiare questa situazione indecorosa, occorre recuperare la progressione di carriera scippata nel 2013.
Bisogna , inoltre , investire maggiori risorse nel rinnovo del contratto , a partire dalle somme stanziate dalla legge 107/2015 per il bonus merito che non serve per premiare davvero i bravi i segnanti.”
Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio presti ascolto alle richieste di chi , ogni giorno, lavora per formare l’Italia del futuro e alle quali dà voce la nostra petizione “.
Ufficio Stampa Gilda degli Insegnanti .